EDUCAZIONE RESPIRATORIA
Testo e disegni di Stelvio Beraldo
ASPETTI GENERALI DELLA RESPIRAZIONE
L'aria (comburente) e il cibo (combustibile), acqua compresa, sono gli unici due elementi che l'uomo introduce per garantire lo svolgimento delle funzioni vitali dell'organismo. Solo il cervello umano dell'adulto consuma circa il 25% di ossigeno del fabbisogno totale e addirittura, nel bambino, arriva anche al 50%.
L'importanza del respiro trova profonde radici nelle culture orientali che sulle tecniche di respirazione hanno elaborato una vera e propria filosofia di benessere fisico e psichico.
Tipico aspetto dell'ansia, atteggiamento molto diffuso nel dinamismo esasperato della moderna società, è il ritmo respiratorio accelerato, orale e superficiale. Le tecniche rivolte ad abbassare il livello ansioso tendono a decelerare e rendere più profondi gli atti respiratori.
La respirazione è anche utilizzata nella ginnastica correttiva per agevolare il ritorno degli atteggiamenti viziati e dei paramorfismi entro i limiti della norma.
L'educazione respiratoria è quindi un aspetto importantissimo, soprattutto nella formazione fisica di base, in quanto ci permette di:
- migliorare l'elasticità della gabbia toracica e aumentare la funzionalità e l'efficienza dell'apparato respiratorio
- migliorare i processi metabolici dell'intero organismo. Quindi maggiore efficienza fisica generale
- mantenere la corretta postura
- far acquisire un più facile controllo degli stati di ansia e di emotività, favorendo la concentrazione ed il rilassamento generale.
La respirazione nelle ATTIVITA' SPORTIVE CICLICHE a forte impegno organico (es.: corsa a piedi, ciclismo, canottaggio, nuoto, ecc.), è più conveniente se effettuata anche attraverso la bocca in quanto permette di raggiungere i massimi valori di ventilazione polmonare e, quindi, di rendimento.
Nelle ATTIVITA' SPORTIVE ACICLICHE (pesistica, sport di combattimento, lanci, salti, ecc.), la fase di sforzo muscolare avviene in apnea. Infatti, una normale inspirazione e successiva apnea consente di coordinare meglio i movimenti del corpo, di controllare adeguatamente lo spostamento del carico (bloccaggio della gabbia toracica e posizione di partenza in maggiore allungamento dei muscoli che vi sono inseriti) e scaricare parte del peso gravante sulla colonna vertebrale sulla fascia addominale (circa il 40%). Inoltre ( V.S. Farfel e J.M. Frejdberg) l'apnea determina un più alto valore di forza muscolare, l'espirazione uno minore e l'inspirazione uno più basso.
Va evitata l'apnea assoluta (inspirazione forzata e successiva apnea e sforzo fisico) in quanto provoca:
- iperpressione del sistema venoso intracranico
- diminuzione del ritorno venoso al cuore
- nei polmoni, riduzione della quantità del sangue alveolare e aumento della resistenza del piccolo circolo (cuore-polmoni).
Negli atleti allenati è una situazione fisiologica alla quale l'organismo tende ad adattarsi. Va evitata soprattutto in presenza di disfunzioni cardiocircolatorie.
LA MECCANICA RESPIRATORIA
L'aria inspirata contiene circa il 21% di ossigeno, il 78% di azoto e una dose irrilevante di anidride carbonica. In uscita la stessa diventa rispettivamente ossigeno per il 14%, anidride carbonica per il 5,6% e azoto nella stessa percentuale di entrata.
La GABBIA TORACICA si presenta come un elemento cilindro-conico alla cui base è posto il muscolo diaframma(Figura).
La possibilità respirare avviene grazie alla posizione inclinata delle costole, posizione che permette loro di essere sollevate, quindi di espandere la gabbia toracica (inspirazione), o di essere abbassate (espirazione) (Figura).
Nel fanciullo, fino a circa 7 anni, la posizione delle costole risulta ancora sollevata per cui il torace assume una forma cilindrica che porta come conseguenza ad una modesta capacità vitale. Pertanto la risposta all'impegno fisico avviene col solo aumento della frequenza degli atti respiratori. Infatti l'espansione della gabbia toracica è proporzionale all'ampiezza di sollevamento delle costole.
Il movimento involontario delle costole avviene grazie all'azione dei muscoli respiratori (Intercostali esterni ed interni e diaframma) coordinati dai motoneuroni del sistema nervoso centrale.
Muscolo diaframma

Complessi meccanismi nervosi, situati nei centri vegetativi bulbari e alveolari, regolano il ritmo respiratorio in funzione della ottimale presenza o meno nel sangue di anidride carbonica e ossigeno.
Nella INSPIRAZIONE aumentano i diametri antero-posteriore e trasverso del torace grazie alla contrazione dei muscoli intercostali esterni che spostano le costole e lo sterno in alto e in fuori. Nel contempo aumenta il diametro verticale grazie al diaframma che si contrae abbassandosi. L'aumento della capacità toracica determina un ulteriore abbassamento della pressione esistente nella cavità pleurica (da -2 a -6 mm Hg) che fa tendere ed espandere i polmoni.
Nella ESPIRAZIONE diminuiscono i diametri antero-posteriore e trasverso del torace grazie al rilasciamento dei muscoli intercostali esterni che spostano le costole e lo sterno in basso e in dentro. Nel contempo diminuisce il diametro verticale grazie al diaframma che si rilascia sollevandosi. La diminuzione della capacità toracica determina un abbassamento della pressione nella cavità pleurica (da -6 a -2 mm Hg) che fa retrarre i polmoni.
La respirazione può essere esaltata ulteriormente attraverso la VENTILAZIONE FORZATA dove volontariamente vengono reclutati ulteriori muscoli (Figura e Tabella).
Meccanismo di espansione
della gabbia toracica

Muscoli della respirazione
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ISPIRAZIONE
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ESPIRAZIONE
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RESPIRAZIONE NORMALE
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Contrazione di:
- Intercostali esterni
- Diaframma
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Rilassamento di:
- Intercostali esterni
- Diaframma
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RESPIRAZIONE FORZATA
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- Sopra e Sottoioideo
- Scaleno anteriore, medio e superiore
- Sternocleidomastoideo (capo sternale e clavicolare)
- Succlavio
- Elevatori delle coste (o sopracostale)
- Piccolo pettorale
- Gran pettorale
- Ileocostale del collo
- Elevatore della scapola
- Trapezio
- Dentato posteriore superiore
- Gran dentato
- Gran dorsale
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- Trasverso dell'addome
- Obliquo esterno
- Obliquo interno
- Retto dell'addome
- Triangolare dello sterno
- Dentato posteriore inferiore
- Quadrato dei lombi
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Un adulto in normali condizioni fisiche e a riposo compie circa 15-20 atti respiratori al minuto ed inala ad ogni atto circa 500 cc. di aria (VOLUME CORRENTE) e somma, con la ventilazione forzata ulteriori 2000-2500 cc (VOLUME DI RISERVA INSPIRATORIA). Nella espirazione forzata, dopo una normale espirazione di circa 500 cc di aria, riesce ad espellerne altri 1000-1500 cc. (VOLUME DI RISERVA ESPIRATORIA). La somma di questi due volumi, compresi i 500 cc. di ogni atto respiratorio normale da un totale di 4000-5000 cc. (CAPACITA' VITALE). I polmoni non possono, comunque, essere svuotati completamente per cui rimangono sempre circa 1500 cc. (VOLUME RESIDUO) che occupa sempre lo spazio che comprende la gabbia toracica fino alle prime vie aeree.
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INSPIRAZIONE
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INSPIRAZIONE FORZATA
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ESPIRAZIONE
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ESPIRAZIONE FORZATA
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(Volume corrente)
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(Volume di riserva inspiratoria)
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(Volume di riserva espiratoria)
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500 cc
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2000-2500
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500 cc
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1000-1500 cc
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CAPACITÀ VITALE (4000-5000 cc)
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